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amazon bitcoinAnche per Amazon potrebbe iniziare l’era dei pagamenti in Bitcoin.

Secondo le ultime indiscrezioni, il colosso del commercio elettronico starebbe valutando l’idea di accettare come forma di pagamento per gli acquisti online anche le monete digitali, Bitcoin in primis.

Per ora la società smentisce ogni asserzione del genere, ma non nega l’interesse per il settore.

Sono “voci di corridoio” non prive di conseguenze queste.

Sono bastate infatti le dichiarazioni, anonime e peraltro nemmeno confermate, di un dipendente Amazon a far volare il Bitcoin verso i 40mila dollari, con un incremento di oltre il 10%.

Questo lascia immaginare cosa potrebbe significare se il più importante operatore del commercio elettronico al mondo intendesse davvero aprire all’uso delle criptovalute.

Le voci hanno iniziato a circolare dopo l’apparizione di un annuncio: l’azienda fondata da Jeff Bezos era alla ricerca di una nuova figura specializzata in denaro digitale e in blockchain.

 

L’indiscrezione del City A.M.

A lanciare la notizia la testata londinese City A.M. che, citando le affermazioni di una dipendente di Amazon, aveva annunciato che il gigante del commercio elettronico sarebbe stato pronto ad accettare i pagamenti in criptovalute già entro la fine dell’anno 2021.

La prima a essere utilizzata sarebbe stata Bitcoin, ma poi il ventaglio si sarebbe allargato anche alle altre criptovalute, quali Ethereum, Cardano e Bitcoin Cash.

Notizia ancor più eclatante è il fatto che la strategia, sempre stando a fonti non confermate, non si sarebbe fermata qui. Amazon starebbe anche valutando l’ipotesi di creare una propria criptovaluta, con la quale consentire i pagamenti per ricevere beni e servizi, ma anche elargire ricompense ai propri clienti fidelizzati.

 

La smentita di Amazon e la reazione dei trader

Interpellato da Reuters, un portavoce dell’azienda ha però smentito queste indiscrezioni.

“Siamo interessati al settore ma la speculazione nata sui nostri piani non risponde alla realtà delle cose”.

La reazione dei trader non si è fatta attendere: si è registrato un calo immediato del valore della criptovaluta.

L’azienda, pur escludendo per il momento l’approdo a un sistema di pagamento attraverso moneta digitale, non nega comunque l’interesse nei confronti di questo settore.

“Continuiamo a esplorare come i nostri clienti potrebbero recepire questa novità”. Stando a quanto emerso da una dichiarazione rilasciata dalla compagnia a Insider, l’azienda si tiene sempre aggiornata con attenzione su ciò che accade nel mondo delle cripto.

 

Anche Tesla pensa al Bitcoin

I wallet bitcoin per telefonini

E Amazon non è certamente la prima società ad aver valutato l’idea di sposare sistemi alternativi di pagamento.

A febbraio di quest’anno anche Tesla aveva annunciato di voler consentire i pagamenti in Bitcoin.
D’altra parte il suo fondatore, Elon Musk, si è da sempre schierato fra le fila di coloro che sostengono le criptovalute.

A marzo aveva davvero iniziato ad accettare pagamenti in Bitcoin per le sue auto, portando la criptovaluta al valore unitario di 46.000 dollari, salvo poi effettuare un vero e proprio retro-front.

Nemmeno due mesi dopo l’annuncio, infatti, l’imprenditore aveva sospeso questi pagamenti, avendone scoperto l’impatto in termini di consumi elettrici e quindi inquinamento.

Il mining di Bitcoin richiede molta energia elettrica, che nella maggior parte dei Paesi dove risiedono i miner viene ricavata dai combustibili fossili.

Dettaglio non di poco conto per un’attivista ambientale quale si dichiara essere Musk.

L’imprenditore ha già dichiarato che tornerà ad accettare i Bitcoin per le transazioni e gli acquisti dei suoi prodotti “quando ci sarà stata una transizione del mining verso fonti di energia più sostenibili”.

La cosa chiara che emerge da questa situazione è che il mercato delle criptovalute si conferma  essere caratterizzato da una grande volatilità. È così “leggero” da poter essere scombussolato con violenza da una singola notizia, anche se non confermata.

Articolo scritto da: Nicola Giunta

Luca Ferrari

Nicola Giunta vive e lavora a Milano, dove si è trasferito a 18 anni per studiare alla Bocconi. Oggi è un affermato trader, specializzato in materie prime e strumenti derivati.

Per scaricare la tensione della sua professione scrive articoli in cui raccoglie, a sangue freddo, le esperienze che vive nella sala trading. Per TradingSicuro.com scrive le notizie, gli articoli sulle obbligazioni e sul trading dell'oro.

Nicola

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