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Secondo la Coldiretti, grazie agli azzurri di Mancini a gioire non è stato solo il mondo dello sport ma anche quello dell’economia. Succede spesso, infatti, che le imprese sportive abbiano un impatto positivo sul prestigio internazionale del Paese vincitore e sullo stato d’animo dei suoi cittadini. Due fattori che stimolano rispettivamente l’export e i consumi interni.

Le stime di Coldiretti

coldiretti Secondo le stime di Coldiretti, la maggior associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, e dell’Università LUISS di Roma, il primo posto agli Europei potrebbe avere un impatto del + 0,7% sul Pil nazionale. Tradotto in valori assoluti significa 12 miliardi di attività economica aggiuntiva.

Questo è dovuto a un meccanismo di fiducia che si instaura nei consumatori stranieri per i prodotti Made in Italy.

Una sorta di effetto traino della vittoria sulla domanda di prodotti quali alimenti, bevande, abbigliamento, tabacco e trasporti. Parliamo di merci che già godono di un certo appeal all’estero e per le quali la domanda nel primo quadrimestre del 2021 era già cresciuta del +19,8%.

La vittoria conseguita dalla nazionale a Londra rappresenta senza dubbio una grande opportunità per l’export tricolore, che costituisce uno dei pilastri del nostro prodotto interno lordo.

L’aumento del nostro prestigio internazionale ha avrà ricadute in termini di successo delle nostre aziende sui mercati esteri.   Questa dinamica si inserisce su un trend che è già in crescita. Secondo le ultime stime infatti il Pil dovrebbe crescere del 5% nel corso di quest’anno”, sostiene Coldiretti.

Se a questo aggiungiamo poi l’impatto positivo dei flussi turistici stranieri nel periodo estivo, possiamo ben sperare in un momento di grande ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid.

 

Il precedente dei Mondiali del 2006

mondiali 2006 Se la congiuntura mostrasse un’accelerazione, non sarebbe certo la prima volta che una grande vittoria sportiva fa sentire i propri effetti in campo economico.

Dopo la grande vittoria degli azzurri al campionato mondiale di calcio del 2006, ad esempio, l’economia nazionale è cresciuta in maniera notevole.

Coldiretti ricorda come nel 2007, l’anno dopo la vittoria mondiale, il Pil sia aumentato del +4,1%. Nello stesso anno il numero di disoccupati è sceso al 10% e le esportazioni cresciute del 10%.

Allora non fu solo l’export a trainare la congiuntura nazionale ma anche i consumi.

L’euforia indotta dalla vittoria porta sempre i consumatori a spendere in modo molto più spensierato.

Anche il turismo ha registrato cifre importanti. Nel 2007, rispetto all’anno precedente, il flusso di viaggiatori stranieri in Italia è aumentato del +3,5%, ovvero 2,36 milioni di visitatori in più a godere delle bellezze del Belpaese.

 

L’importanza del fattore emotività

Questo dimostra come l’emotività giochi un ruolo importante anche in economia. Esattamente come avviene in finanza.

Secondo uno studio apparso nel numero di agosto del 2007 del “Journal of Finance”, discussa ed elaborata da Alex Edmans, professore di finanza della London Business School, da Diego Garcia dell’Università del Colorado e Oyvind Norli della Norwegian School of Menagement, una vittoria sportiva ha buone probabilità di  avere un impatto positivo sulla Borsa del Paese vincitore. Così come una sconfitta  incide in maniera negativa sulle quotazioni.

L’effetto della vittoria è però meno importante di quello della sconfitta.

L’eliminazione da una competizione sportiva comporta infatti un rendimento significativamente peggiore del mercato azionario.  Al contrario, la vittoria non conduce necessariamente ad un miglioramento nel proprio mercato azionario.

Lo studio ipotizza che questa asimmetria sia riconducibile a una tendenza maggiore dei tifosi delle squadre perdenti a diventare pessimisti rispetto a quelli delle squadre vincenti a diventare ottimisti.

Questi studi sul sentimento sportivo e sui rendimenti azionari ci mostrano come in realtà noi esseri umani non siamo investitori così razionali quali crediamo di essere.

Articolo scritto da: Luca Ferrari

Luca Ferrari

Nato a Bologna, Luca Ferrari si è trasferito a Londra dopo la laurea.
Nella capitale finanziaria mondiale ha prima ottenuto un master in Finance e poi ha coronato il suo sogno entrando in una delle più prestigiose merchant bank, Citigroup.
Luca nel tempo libero è un appassionato runner. Per Trading Sicuro si occupa di Forex e Criptovalute.

Luca

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