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Inflazione global

Da gennaio a maggio l’inflazione nei paesi Ocse è più che raddoppiata.

I valori variano da Paese a Paese ma base comune è la rapidità con cui questa cresce, soprattutto nei quelli più industrializzati.

Non manca però qualche segnale di rallentamento e le previsioni degli economisti sono rassicuranti. Non bisogna però dimenticare che gli esperti spesso sbagliano. E nel caso in cui questo accadesse per le Borse sarebbero dolori.

Le banche centrali si vedrebbero costrette ad alzare i tassi di interesse e le quotazioni si sgonfierebbero immediatamente.

 

Negli Stati Uniti l’inflazione raggiunge il 5%

usa new york Sulla scia degli Stati Uniti, dove l’inflazione ha ormai raggiunto il 5%, nell’insieme dei Paesi Ocse, l’indice dei prezzi al consumo è salito dal 3,3% di aprile al 3,8% di maggio, toccando così il livello più alto da ottobre 2008.

L’Ocse sostiene che l’incremento è dovuto all’aumento dei prezzi dell’energia. Infatti, solo questi, sono aumentati del 16,3% ad aprile contro il 7,4% del mese precedente. Al contrario, l’inflazione dei prezzi alimentari continua a rallentare scendendo all’1,4% rispetto all’1,6% di aprile.

L’Italia rientra nel gruppo dei Paesi con l’aumento più contenuto (da 1,1% a 1,3%). Lo stesso vale per il Canada (al 3,6%, da 3,4%) e per la Francia (a 1,4%, da 1,2%).

Invece, la Germania, registra un aumento notevole: dall’1% al 2,5%.

Accelera, invece, la deflazione in Giappone, passando da -0,2% a -0,4%.

 

Per Fed e Bce si tratta di effetti transitori

Così come la Fed rassicura gli Stati Uniti sulla normalità di questi fenomeni transitori.  Anche la Banca centrale europea sostiene che la crescita dell’inflazione sia stata inevitabile dopo la ripresa delle attività produttive e dei consumi post-pandemia.

L’istituto centrale europeo ha già chiarito che non ha nessuna intenzione di cambiare politica monetaria, perché la situazione è sotto controllo: la crescita dei prezzi inizierà ad assestarsi per poi calare all’inizio del prossimo anno.

La BCE non intende cambiare la propria politica monetaria nei prossimi anni, conservando un approccio molto accomodante. Ora l’obiettivo è assicurare la ripresa post-pandemia.

 

Inflazione: le previsioni degli economisti

Inflazione “L’intensità della ripresa economica e i tassi di inflazione scenderanno anche se le misure di sostegno fiscale e monetario dovessero rimanere uguali ai livelli attuali”, ha detto Madhavi Bokil, vicepresidente di Moody’s.

Moody’s prevede dati sull’inflazione piuttosto volatili e potenzialmente divergenti da Stato a Stato per il resto di quest’anno e per tutto il 2022.

Nulla da temere, però. Anzi, l’Ocse migliora le stime dello scorso marzo per quanto riguarda la ripresa globale post-pandemia.

Le previsioni sono rosee per l’Eurozona.

Non solo l’Organizzazione ritiene che il Pil aumenterà del 4,3% nel 2021, per poi salire ulteriormente nel 2022, portando così la maggior parte dei Paesi del mondo ai livelli pre-pandemia. L’Ocse si è anche convinta che l’inflazione sia destinata a rallentare.

 

L’infazione in Italia

In Italia la situazione è momentaneamente stabile, seppur l’indice dei prezzi sia salito a maggio per il quinto mese consecutivo; con un tasso all’1,3%, la Penisola vanta uno dei dati più bassi tra i Paesi dell’Eurozona.

Il premier Mario Draghi sottolinea, però, l’importanza di “vigilare ed esser pronti a reagire nel caso in cui l’andamento dell’inflazione possa cambiare” e ritiene fondamentale “controllare le dinamiche soprattutto quelle riguardanti un andamento divergente tra l’economia europea e quella statunitense, e le conseguenze per la posizione delle rispettive banche centrali”.

Quello che è certo è che la pandemia ha alterato notevolmente le dinamiche di mercato di tutto il mondo, ma in base alle stime degli esperti non abbiamo nulla da temere.

Al contrario, questo fenomeno di rialzo dei prezzi viene valutato da alcuni esperti come un fattore positivo di movimento e di ripresa dell’economia, un toccare il fondo per avere la spinta necessaria nel rialzarsi dal torpore causato dall’epidemia.

Speriamo abbiano ragione!

Articolo scritto da: Nicola Giunta

Luca Ferrari

Nicola Giunta vive e lavora a Milano, dove si è trasferito a 18 anni per studiare alla Bocconi. Oggi è un affermato trader, specializzato in materie prime e strumenti derivati.

Per scaricare la tensione della sua professione scrive articoli in cui raccoglie, a sangue freddo, le esperienze che vive nella sala trading. Per TradingSicuro.com scrive le notizie, gli articoli sulle obbligazioni e sul trading dell'oro.

Nicola

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