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netflix Ora che la crescita sta rallentando, Netflix prova a rilanciarla entrando nel settore del gaming.

Oltre a film e serie tv, la società statunitense offrirà ai suoi 200 milioni di clienti anche la possibilità di giocare in streaming.

Una mossa molto aggressiva, soprattutto perché offrirà questa opzione gratuitamente.

Agli abbonati non verrà chiesto un euro in più mettendo il prezzo dell’abbonamento stesso al riparo dall’inflazione.

E moltissimi suoi clienti hanno già manifestato la volontà di provare la nuova feature.

“I videogiochi sono un nuovo tipo di contenuti, analoghi ai film e alle serie – ha scritto Netflix in una lettera indirizzata ai suoi azionisti – In prima battuta svilupperemo soprattutto i giochi per i dispositivi mobili”.

 

Netflix rafforza la sua squadra

mike verduA conferma di quanto dichiarato, Netflix ha di recente assunto Mike Verdu, un esperto del settore con un’esperienza di più di trent’anni

Il manager cinquantaseienne sarà il vicepresidente del ramo d’azienda che si occuperà dello sviluppo di videogiochi da pubblicare sulla piattaforma.

L’obiettivo di Netflix è quello di offrire i videogiochi entro l’anno prossimo.

Il presidente di Netflix, Reed Hastings, ha più volte ribadito come la concorrenza non siano altre imprese affini per contenuti.

Quindi non Amazon Prime Video e Disney+ ma il ben più vasto mercato dei videogiochi.

 

Il mercato dei videogames

videogames Quello dei videogames è certamente un mercato in forte crescita e, se funzionante, parecchio redditizio.

In tutto il mondo ci sono 2,7 miliardi di giocatori e si prevede che la spesa totale per videogiochi raggiungerà i 200 miliardi di dollari nel 2023.

È altresì caratterizzato da una feroce concorrenza però. Altri colossi, quali Microsoft e Sony sono già attivi in questo mercato da tempo e hanno addirittura sviluppato delle console.

Recentemente hanno messo piede in tal ambito anche Google, Apple e Amazon.

 

La crescita degli abbonati Netflix rallenta

Con l’allentamento delle restrizioni contro la pandemia, le persone hanno più alternative di intrattenimento.

Netflix ha infatti subito nell’ultimo periodo un rallentamento di numero di sottoscrizioni alla piattaforma.

Grazie ai videogiochi, Netflix spera di attrarre nuovi clienti e di convincere quelli vecchi a rimanere connessi più a lungo.

Resta da capire come questa novità possa generare ricavi alla società visto che, almeno inizialmente, l’intenzione è quella di non alzare la spesa di sottoscrizione all’abbonamento.

L’obiettivo potrebbe essere quello di creare una sorta di dipendenza negli utenti e ridurre la cosiddetta “churn rate”. La churn rate è la velocità con cui si perdono utenti.

nasdaq Secondo il Wall Street Journal, infatti, Netflix punterebbe sui giochi per smartphone proprio perché consentono agli utenti di collegarsi in qualsiasi momento e ora del giorno.

Un altro vantaggio che la società otterrebbe dall’aggiungere giochi alla propria piattaforma sarebbe quello di sponsorizzare i propri contenuti video. I videogiochi sarebbero infatti basati su storie di serie e film originali Netflix.

In questo modo le interazioni degli utenti con la piattaforma sarebbero più intense e lunghe.

I giocatori in molti casi danno vita a comunità virtuali – su piattaforme come Twich o YouTube – per parlare dei propri videogiochi preferiti o per guardare altri giocare in streaming.

Con il tempo capiremo se questa coraggiosa mossa di Netflix si rivelerà vincente. In tal caso confermerà la propria capacità strategica che l’ha portata ad essere uno dei colossi del Nasdaq.

In caso contrario finirà in buona compagnia, cioè tra le aziende che hanno provato a sfondare nel mondo dei videogiochi ma non ci sono riusciti.

In questo nutrito drappello ci sono Disney e Infinity.

Quest’ultima ha registrato nel 2016 una perdita di 147 milioni di dollari nella produzione di giochi in streaming e ha così deciso di chiudere la sezione dedicata ai videogames.

Articolo scritto da: Nicola Giunta

Luca Ferrari

Nicola Giunta vive e lavora a Milano, dove si è trasferito a 18 anni per studiare alla Bocconi. Oggi è un affermato trader, specializzato in materie prime e strumenti derivati.

Per scaricare la tensione della sua professione scrive articoli in cui raccoglie, a sangue freddo, le esperienze che vive nella sala trading. Per TradingSicuro.com scrive le notizie, gli articoli sulle obbligazioni e sul trading dell'oro.

Nicola

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